Avvio di stagione Mondiale per Mara Navarria
| A chi viene in sala può capitare spesso di
trovare Mara che si allena insieme a Diego, con quella spada che ha
cominciato a portare in giro per il mondo.
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Mara (a destra) in allenamento con Diego
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Mara in fase ..... difensiva
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Mara è reduce dalle
prime due prove di Coppa del Mondo under 20 di spada femminile che
l'hanno vista in entrambi i casi entrare nel gruppo delle finaliste e
sfiorare di poco il gradino più alto del podio.
Al terzo posto conquistato nella prima prova svoltasi il 24 settembre negli USA, a Louisville, di cui ci racconterà lei stessa, è infatti seguito il quinto posto di misura conseguito sabato 12 ottobre a Varsavia; a Mara il podio è sfuggito per un punto (15-14) a vantaggio dell'atleta ucraina Tatyana Novakovska poi classificata terza. Nel frattempo, Mara non si è risparmiata neppure qui in Italia, dove è andata a vincere, domenica 7 ottobre a La Spezia, la prova open per la qualificazione al Campionato Italiano nella categoria Assoluti (cioè valida per tutte le categorie di età) in cui si troverà a tirare insieme alle atlete olimpioniche. Abbiamo chiesto a Mara di raccontarci l'esperienza della gara di Louisville, la sua prima trasferta sportiva oltre oceano, che ci descrive con molta semplicità e sottile ironia. Ecco cosa ci scrive Mara:
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| Venerdì 20 settembre
2002; giorno della partenza per Louisville Kentuky, USA; prima trasferta
transoceanica della mia carriera sportiva. Volo da Roma con destinazione Atlanta. Appena salita a bordo dell’aereo accompagnata dal coach (Christian Rascioni, Istruttore Nazionale presso la Società Gemina S. Giorgio, ndr), mi sono resa conto quanto sono lunghe 10 ore di volo. Le ho impiegate per la preparazione psico-fisica in vista della gara (…cioè ho mangiato e curato le pubbliche relazioni, stringendo nuove amicizie e cercando di costruire periodi di senso compiuto, col mio inglese, in tempi relativamente brevi). Il primo sguardo, appena a terra, si è soffermato sulle caratteristiche del luogo: mi ha subito colpita l'abbondante presenza di verde, l'ampiezza delle strade e la varietà dell’architettura moderna. E poi, finalmente, il primo contatto con la gente del luogo, la più svariata di questo mondo; veramente mi sono resa conto che gli americani sono un’insieme di razze, prevalentemente di carnagione scura. Non è stato difficile orientarsi: le strade sono perpendicolari tra loro, sono numerate e tutte a senso unico; le autostrade sono molto più ampie delle nostre, a 3\4 corsie, ma con pochissima segnaletica ! La gara: iscrizione alle ore 8.00: circa una settantina di concorrenti, di cui la metà era americana. Nel ranking di partenza ero terza, e alla fine dei i gironi sono rimasta sempre terza in tabellone (destinata ad essere terza !). Così ho potuto saltare la prima eliminazione diretta per entrare nei 64. Ho vinto di seguito le altre quattro dirette senza alcun problema. Alla quinta diretta, quella per l’accesso alla finale per il primo e secondo posto, sono stata fermata sul 15-10 dalla concorrente che poi in finale ha vinto per 15-6: la statunitense Kamara James (poi ho scoperto che è stata finalista sia a Varsavia che a Budapest e a Bratislava l’anno scorso nel circuito di gare di Coppa!). Il luogo di gara, il Galt House, era la hall di un hotel; mi ricordava molto alcune palestre austriache un po' retrò… con le pareti marroni, l’ambiente umido: ma sono stata colpita dal pavimento di moquette …e le pedane non erano come quelle che si usano qui in Italia, ma in tessuto metallico attaccato col nastro adesivo ! Terminata la gara e la premiazione si era fatto tardi, erano già le sette di sera ora di New York; pur consapevole che in Italia erano le due di notte, ho telefonato a una sfilza di numeri: prima ai miei genitori e poi al maestro Codarin; sono sicura che nessuno di loro stava dormendo dato che al primo squillo mi hanno risposto ! Tutti eccitati e felici del mio terzo posto a questa gara di Coppa del Mondo. La sera anch'io ero felice, ovviamente; ma devo ringraziare Christian per il supporto morale e tecnico che mi ha dato durante la gara: le sue frasi celebri durante la gara sono state due: "Mara calma…" e "senza fretta…"! Penso che non scorderò mai la felicità per qual risultato "IN AMERICA", e mi rimarranno impressi nella memoria i momenti in cui assaporavo questa soddisfazione godendomi una lunga passeggiata lungo l'immenso fiume Ohio. Mara Navarria. |
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